Evadimoda

Siamo fisicamente uno, nessuno, centomila e come diceva Pirandello ci si stupisce nello scoprire come gli altri possano avere un’immagine di noi diversa dalla nostra, visto che noi sappiamo cosa c’è sotto la maschera e gli altri non vedono che questa, dal di fuori. Con l’avvento dell’epoca 2.0. la nostra identità è diventata anche digitale progettata cioè è l’individuo stesso a scegliere forma e rappresentazione dei contenuti. Possono nascere una, due, dieci o un milione di identità, potresti essere chi vuoi dimenticandoti addirittura chi sei realmente: tendenzialmente ci si abbellisce o addirittura ci si stravolge digitalmente.

A proposito di identità digitale progettata, vi presento Simona Tombesi, in arte “Lalulona”. Fotografia e social sono due parole chiave per progettare e condividere le identità che crea, trasformando sé stessa. E’ una giovane performer virtuale, creativa e dagli occhi brillanti per le idee che ancora non ha realizzato ma alle quali già pensa; inoltre è Vicepresidente dell’associazione Fotografica t-club di Rimini. Il suo talento sta nel sapere creare identità online “vive”, con una loro energia positiva, ironica e provocatoria che riescono a espandersi sui social, dove sono pubblicate.

Simona mi racconta che il suo primo progetto è stato un blog su Tumblr dal nomignolo in dialetto romagnolo “Lalulona” che descrive una personalità un po’ impacciata, tontolona e ingenua. Il blog era esattamente un diario quotidiano che mostrava e descriveva le sue giornate, condividendo le sue emozioni, le sue insicurezze da lulona riuscendo ad accettare quelle parti di lei che temeva non piacessero con un po’ di ironia. Il blog è l’esaltazione di una parte di Simona, quella più intima. E’ stato per lei un esercizio quotidiano per accrescere l’autostima e la fiducia.

 

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Nel progetto “Lalulona Beachwear 2016” diventi per assurdo la modella di una campagna pubblicitaria di costumi da bagno, esibendo una fisicità sfidante rispetto allo stereotipo di bellezza delle modelle. Qual è il tuo messaggio dietro a questo progetto?

“Questo progetto diventa una provocazione, una riflessione sul concetto di diverso, diverso da quello che siamo abituati a considerare bello perché imposto. Credo che la bellezza stia nella sua unicità, cioè quella persona che accetta il proprio corpo e lo mostra senza essere vittima dei canoni di bellezza impostati ed infine esaltando se stessi a modello.”

 

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Il prossimo progetto?

“Ultimamente mi sono tagliata i capelli, un taglio drastico, molto corto. Le persone vedono in me una parte maschile molto evidente, mentre io quasi stupita difendo il mio sentirmi e vedermi donna a tutti gli effetti e sono convinta di dimostrarlo anche nei miei atteggiamenti. Quelle persone vedono in me quello che io faccio fatica a vedere. Come sia possibile? Allora posso essere qualsiasi persona, attraverso la macchina fotografica che mi permette di costruire una realtà e farla diventare reale, mi trasformo in uomo, anzi in più uomini e vi mostro attraverso il video in anteprima la mia trasformazione. Sono nuovamente un’altra identità, un’altra me, un frammento della mia persona, che nasce e muore tutti i giorni, come è d’altra parte di ogni forma di vita nella natura”