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Dalle Parole Alle Note

A Rimini una giovane americana si fa largo nel mondo dello spettacolo e degli eventi: Christine Joan, jamaicana di nascita con passaporto americano, ha negli occhi tutta la vitalità di un’artista a 360 gradi sempre in movimento, capace di emozionare con il suo entusiasmo e la sua passione.  Appena la incontriamo, capiamo subito che è una persona speciale: Christine lascia Manhattan nel 1989 con destinazione Italia per dedicarsi anima e corpo ad arte e spettacolo. Cantante, attrice, ballerina, scrittrice, durante la sua carriera ha avuto la possibilità di recitare affianco ad attori del calibro di Liza Minelli e Burt Reynolds, Vittorio Gassman e Giancarlo Giannini, come di raggiungere i vertici delle classifiche musicali europee insieme al suo primo gruppo, I.C.T., con la canzone “Lasciati Tentare”.

 

Christine Joan

 

– Christine ci parla subito della sua ultima creatura, nata dalla collaborazione con Jam, una ragazza italiana con cui ha condiviso l’amore per il gospel.
“JMP, Jamit Music Production, è una Talent Academy”, ci dice. “L’idea è quella di trovare nuovi talenti nel campo del cinema, del teatro, della musica. La nostra filosofia viene dal gospel, dove ognuno di noi è considerato una singola identità spirituale.  Non spinge a creare il gruppo, insegna invece a rispettare ogni talento, in un insieme creativo in cui il centro è l’idea, non chi l’ha avuta. Ognuno di noi ha una propria personalità che desidera esprimere, non sarebbe giusto soffocarla o reprimerla.”

– Le chiediamo di raccontarci le esperienze che JMP sta mettendo in campo, e lei non si lascia pregare.“All’inizio non è facile, ci vuole molta dedizione. Prendi ad esempio Seven days, il musical dedicato ad Alberto Marvelli. Eravamo senza soldi, i nostri palcoscenici non erano certamente quelli dei grandi teatri, i ragazzi che vengono e non vengono alle prove, che credono e non credono a quello che si sta facendo. In quel momento io dico: vi porterò tutti a Broadway!!! Devono imparare a sudare con me, a sposare la causa e a non mollare, anche se a volte sembra impossibile, duro, faticoso. Magari ci arrabbiamo, siamo stanchi, non troviamo la forza neppure per sorridere, ma il nostro impegno, alla fine, ci porta a realizzare lo spettacolo e a trasmettere un’emozione forte. Così è stato, questi ragazzi hanno realizzato uno spettacolo emozionante, capace di portarli alle lacrime!!! Un’esperienza così vale tutti i sacrifici fatti.”

– Qual è il concept di JMP?
“Il concept di JMP è musica e spiritualità. Nell’accademia i ragazzi imparano a ballare, a cantare, a recitare, ma soprattutto imparano la ricerca della spiritualità. Quello che mi stimola a proseguire con il progetto è la voglia di crescere, sempre. È come una palestra: comunque vadano le cose, ci faremo i muscoli, esperienza. Non andremo mai indietro, sempre avanti. Ho notato di quanto sia forte nei giovani il desiderio di spiritualità. Quando parlo di anima, ne sono inevitabilmente attratti. Certi giorni le prove saltano perché sentono il bisogno di aprirsi, di parlare, di confidarsi e di parlare di spiritualità.”

– Qual è il tuo rapporto con l’Italia?
“È amore e odio, e sai perché? Perché non riesco a trovare un luogo fisico per creare quest’accademia. Gli spazi sono pochi e molto costosi, non ce lo possiamo permettere. Ma per ora non importa, continuiamo con il made in a house. In fondo chi può dire di fare teatro in casa? Affittiamo una palestra o un teatro solo per le prove finali e lo spettacolo. E guarda cosa è venuto fuori con Seven days, guarda che spettacolo, nonostante non avessimo soldi! Ma l’Italia è soprattutto amore. Ringrazio Dio per questa esperienza italiana e perché mio figlio ha la fortuna di vivere qui. Certe sensazioni non le puoi ricevere semplicemente da una persona che incontri per strada. È il luogo, la sua storia. Qui le puoi respirare in ogni angolo. Questa è l’Italia, e questo è il motivo per cui voglio continuare a portare avanti i miei progetti in questo paese.”

– Quali sono i progetti a cui stai lavorando?
“Al momento stiamo promuovendo un format, il Thumbz’ up! Talent Cafè. Potremmo paragonarlo a Zelig o Colorado Cafè, con la differenza che sul palco non ci saranno attori comici. Lo scopo è di trovare nuovi talenti e di promuoverli. È uno spettacolo ideato per televisione o teatro, ma può essere adattato e affittato anche a feste private. Recentemente ho curato la colonna sonora de “Il Soffio dell’Anima”, film presentato al Festival del Cinema di Venezia, del regista Victor Rambaldi, figlio del mago degli effetti speciali Carlo Rambaldi. Il film racconta una storia vera di amore e speranza, che ha come protagonisti una coppia dove il marito è in dialisi da 25 anni. La top track “The breath of the soul” diventerà un video prodotto dalla Warner.”

 

 

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