{"id":246,"date":"2025-09-25T08:51:46","date_gmt":"2025-09-25T08:51:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.evadimoda.it\/?p=246"},"modified":"2025-09-25T08:52:08","modified_gmt":"2025-09-25T08:52:08","slug":"cresciuta-a-latte-e-moda-intervista-a-barbara-vitti-2009","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.evadimoda.it\/?p=246","title":{"rendered":"Cresciuta a latte e moda: intervista a Barbara Vitti (2009)"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un omaggio a una delle figure pi\u00f9 iconiche delle pubbliche relazioni italiane<\/h3>\n\n\n\n<p><strong><em>Nota della redazione:<\/em><\/strong> questa intervista \u00e8 stata realizzata e pubblicata nel 2009 su Evadimoda. Oggi la riproponiamo come omaggio a Barbara Vitti, una delle donne pi\u00f9 influenti della moda e delle PR italiane, venuta a mancare negli anni successivi. La sua storia resta un esempio di coraggio, indipendenza e visione.<\/p>\n\n\n\n<p>Barbara Vitti, oggi uno dei nomi sacri nel mondo delle pr, ebbe una mamma che gi\u00e0 negli anni \u201920 scriveva di moda. Lo Studio Vitti nasce nel 1971 a Milano, mentre si avvicinava il periodo del boom della moda. Le Aziende iniziavano ad avere l\u2019esigenza di un nuovo personaggio nel campo delle attivit\u00e0, il responsabile dell\u2019ufficio di Pubbliche Relazioni, fino ad allora esisteva solamente in America. Barbara Vitti ha avuto il coraggio d\u2018 intraprendere un settore totalmente sconosciuto iniziando a lavorare per la Hettemarks, Gruppo Finanziario Tessile, Armani, Valentino, Versace. Si \u00e8 anche occupata di eventi speciali e del relativo ufficio stampa per il Teatro alla Scala, Rusconi Editore e Gruppo Sanpellegrino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si fa a diventare Barbara Vitti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo avuto un grandissimo vantaggio perch\u00e9 la mia mamma Gemma Vitti \u00e8 stata una delle prime giornaliste e disegnatrici di moda, inizi\u00f2 la sua carriera al Corriere Lombardo per passare poi ad Alba, storica rivista femminile nata nel 1922. Mia madre era sempre un po\u2019 malandata, non stava mai tanto bene e allora mi chiedeva se potevo mettermi alla macchina da scrivere. Cos\u00ec mi dettava l\u2019articolo o le didascalie. In quel modo &#8211; avevo 13\/14 anni &#8211; ho avuto il privilegio di conoscere tutte le giornaliste di moda, la gente della moda. Questo indubbiamente nella scelta del mio lavoro \u00e8 stato importante. Dopodich\u00e9 ho cominciato ad entrare in questo mondo, grazie all\u2019opportunit\u00e0 che ebbi di collaborare con la rivista Grand Hotel dove tenni una rubrica che si chiamava moda e motori. Insieme ad un fotografo andavamo a fotografare le modelle con le nuove macchine, era un lavoro pazzesco, ma anche divertente. Ho lavorato anche per la rivista Grazia per un periodo, ma guadagnavo troppo poco facendo la giornalista di moda e la mia famiglia aveva bisogno. Cos\u00ec decisi che era meglio fare pubbliche relazioni. Una scelta giusta, mi piace il mio lavoro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cos&#8217;\u00e8 la donazione \u201cGemma e Barbara Vitti\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo un grande spirito di conservazione e la mania un po\u2019 dell\u2019ordine. Caratteristiche che mi hanno portato a tenere materiale, cos\u00ec ho tutta un po\u2019 la storia della confezione italiana incominciando dalla Hettemarks, e dalla Cori, documentazioni che oramai non ci sono neanche pi\u00f9 in giro. Per questo ho deciso di donare questa mole di materiale all\u2019Universit\u00e0 Statale di Milano insieme alla Bocconi e all\u2019Universit\u00e0 Cattolica. Ad aprile faranno una settimana della cultura a Milano, cos\u00ec mi hanno chiesto di presentare questa donazione che si chiamer\u00e0 \u201cGemma e Barbara Vitti\u201d, proprio perch\u00e9 molto del materiale degli anni 60 apparteneva a mia madre. Spero che le Universit\u00e0 facciano quello che hanno promesso e cio\u00e8 di mettere la mia donazione online e fare in modo che i giovani di altri paesi si possano collegare per studiare la moda. \u00c8 un po\u2019 lo scopo per cui ho tenuto tutto questo materiale per tutti questi anni.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lei viene definita uno spirito libero. Che cosa le ha comportato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono una persona precisissima. Se devo consegnare un lavoro, rispetto la scadenza. Per\u00f2 ho uno spirito libero che mi porta ad avere sempre la mia indipendenza, lo Studio Vitti. Ho sempre lavorato per un gruppo, prima con Armani, poi con Valentino, poi mi sono occupata anche di Versace, poi del gruppo di Ciavatta ai tempi dei jeans Ball. Ma ho sempre avuto un mio studio e i miei collaboratori, perch\u00e9 avevo una teoria. Chiunque avesse bisogno di me doveva telefonare, chiedere un appuntamento, suonare un campanello. <strong>Non sai quanto rideva il socio di Armani, che \u00e8 stato uno dei miei pi\u00f9 grandi amici, Sergio Galeotti, che purtroppo \u00e8 morto 24 anni fa, il quale diceva, nonostante lavoravamo nello stesso stabile: \u201c se io devo vederti o ti invito nel mio ufficio oppure devo telefonarti , prendere un appuntamento e tu mi dici se puoi o non puoi e devo suonare il campanello..!? ma anche Giorgio Armani? E io gli rispondevo s\u00ec e anche Giorgio.\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dall\u2019alto della sua esperienza come vede il mondo della moda e quali le tendenze per chi vuole fare le pubbliche relazioni oggi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAll\u2019epoca negli anni \u201880-\u201890 noi che facevamo le pubbliche relazioni eravamo diventati dei personaggi. Era un contesto speciale. Eravamo in pochi e il mood era stupire, colpire. Dagli anni 2000 credo che sia tutto pi\u00f9 difficile, gli studi non sono tantissimi, perch\u00e9 costano quindi \u00e8 meglio cercare un\u2019assunzione che mettersi in proprio. Viviamo un momento di crisi e non solo per la moda. Chiss\u00e0 forse una maturit\u00e0 umana sar\u00e0 la base dell\u2019informazione oltre il 2000.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ripubblicare oggi questa intervista significa mantenere viva la memoria di una pioniera delle PR italiane. La voce di Barbara Vitti, con il suo equilibrio tra rigore e libert\u00e0, rimane un esempio prezioso per chi lavora \u2013 o sogna di lavorare \u2013 nella moda e nella comunicazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nelle prossime settimane pubblicheremo altre interviste con creativi e professionisti capaci di anticipare i trend e ispirare nuove prospettive sulla moda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un omaggio a una delle figure pi\u00f9 iconiche delle pubbliche relazioni italiane Nota della redazione: questa intervista \u00e8 stata realizzata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":126,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.evadimoda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.evadimoda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.evadimoda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.evadimoda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.evadimoda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=246"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.evadimoda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/246\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":247,"href":"https:\/\/www.evadimoda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/246\/revisions\/247"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.evadimoda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.evadimoda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.evadimoda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.evadimoda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}