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L’orizzonte Per La Nuova Tendenza Del Notturno

Tanti volti per Riccione. Instancabile, vitale e frizzante di giorno, si veste di trasgressione, di romanticismo, di tendenza e classe di notte. La città che lancia le mode, che ama la mondanità e fa notizia, offre mille locali sempre affollati fino alla mattina, dove Riccione si racconta, si apre, si mette in mostra. Maurizio Monti in arte Liz, curatore di eventi e performer, art director delle prime discoteche della riviera romagnola e non solo, instancabile lavoratore della notte. Molti locali come il Matis, l’Echoes ed ora il Prince hanno vissuto e vivono grazie alla sua anima, le sue serate sono entrate nell’immaginario collettivo, grazie ad una forma vincente che è quella di combinare dj internazionali di lusso con apparati scenici suggestivi.

 

Maurizio Monti

 

– Questo è quello che si dice di te, ma se Maurizio Monti dovesse presentare Maurizio Monti?
“Se uno mi chiede che lavoro fai, rispondo: Maurizio Monti. Sembra assurdo, ma da qualche anno mi sono reso conto che il mio lavoro è fare Maurizio Monti, dalla mattina alla sera. Probabilmente se fossi nato a New York sarei diventato come Madonna, ma sono nato a Bertinoro, dove venivo continuamente additato, giudicato. Leggevo tantissimo, amavo il rock, ero pazzo di Bowie. Non potevo restare nel mio piccolo paese, dovevo fuggire. Ed allora eccomi a fare l’autostop per andare al Plastic di Milano a vedere Grace Jones o a Parigi per Boy George. O semplicemente a fare danza classica, perché non ne potevo più di stare là. Ci sono stati gli anni del Dams a Bologna, nel periodo delle occupazioni. È stato allora che ho iniziato a frequentare i club di Bologna e Milano, ed è scoccata la scintilla. Non potevo più farne a meno. Quando tornavo a Bertinoro, nei fine settimana correvo in discoteca. Sentivo il bisogno di musica e di ballare, ballare, ballare. Nella mia vita ho avuto delle occasioni incredibili. La mia vita non è stata solo discoteca. Ho fatto il pr per Armani e Dolce e Gabbana, ho avuto la possibilità di fare dei dischi con alcuni dei più grandi dj del mondo, ma ho rinunciato. Non mi piaceva, preferisco improvvisare, fare spettacolo. Ho fatto cose importanti, anche per moltissime gallerie d’arte. Poi ho inventato il primo after hours, il Diabolika a Cattolica. Era una mia esigenza personale, io, la mattina, volevo ballare. Così ho aperto il locale dalle sei a mezzogiorno, e la gente a cominciato ad arrivare anche da Ibiza. Tutte queste esperienze me le sono lasciate scivolare addosso. Oggi potevo essere milionario, ma io non sono così, non ci riesco.”

– E il nome Liz da dove salta fuori?
“Mi viene da ridere. Da Liz Taylor. Volevo cambiare qualcosa, nella mia vita. Amici, lavoro. Ma non ci riuscivo, così mi sono detto: rifacciamoci il naso. Due volte.”

– Come nascono le tendenze notturne?
“Io sento di avere un innato senso del bello. Giro per il mondo ed osservo, ma non trovo nulla che mi meravigli, perché ogni volta che sono davanti a qualcosa che dovrebbe stupirmi, ho come un senso di già visto, come dei flashback. A quel punto devo solo decidere se realizzare a Riccione qualcosa che ho visto e che credo possa funzionare, anche se non siamo più negli anni d’oro, anzi… Do molta importanza all’ambiente e allo staff, ma se non viene la bella gente, la gente giusta, il locale non è giusto. Purtroppo oggi per avere un personaggio devi pagare. Una volta pagavano per venire. Poi la musica. Devi essere un cool hunter (ricercatore) di dj, devi saper scegliere il meglio. Ma lo lascio fare ad altri. La tecnologia ha generato tantissimi bravi dj. Una volta era diverso, oggi c’è più scelta.”

– La musica è sempre uno strumento di aggregazione e comunicazione, capace di far nascere nuove mode?
“Moda e musica sono inscindibili. La moda ha tratto ispirazione e si è nutrita con le discoteche e la musica. Pensa solo a Vivienne Westwood  con i Sex Pistols. Ho conosciuto davvero molti stilisti nella mia vita. Venivano in discoteca ad osservare, a capire le tendenze. Credo sia normale, è in discoteca che la gente esagera, tira fuori se stessa. Le persone, in quell’ambiente, tendono a diventare estrose, pensando di trasgredire la moda, diventandone invece fonte di ispirazione. ”

– Quale peccato di moda vorresti concederti?
“Buttare via gran parte delle cose che ho nell’armadio, cosa che non riesco a fare perché ci sono troppo affezionato.”

– Che c’è in cantiere per l’estate 2009?
“Il restyling per l’esterno del Prince, anche se sono un po’ saturo di questo ambiente. Riccione comincia starmi un po’ stretta, ma non vorrei partire. L’esterno del Prince, ti dicevo. Faremo un’enorme cupola di cristallo. Vedrai, ti piacerà.”

 

Maurizio Monti con Marco Simoncelli

 

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