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“Talento Per La Scarpa”

Questo il concorso vinto da Davide Caracter, piccolo genio del design. A 23 anni fa complementi d’arredo. Il richiamo della moda. Davide Caliò, in arte Davide Caracter, è sicuramente uno dei giovani più interessanti nel campo del design. Già a soli 23 anni può vantare un curriculum di riconoscimenti invidiabili ed una linea tutta sua, nata dal suo innato talento per lo stile. Nasce a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, e sin da giovanissimo sente una predilezione per il disegno e le materie di indirizzo. Si diploma in Architettura e Design all’Istituto d’Arte di Modena e consegue numerosi premi grazie alle sue creazioni, che gli permettono di essere subito notato da alcune tra le più importanti aziende della regione.

 

Davide Caracter

 

– Come nasce la favola?
“Ero a pranzo con amici. Con loro c’era anche un responsabile d’azienda. Avevo con me alcuni disegni che avevo fatto come progetto scolastico. Sono piaciuti subito e mi proposero di realizzarli. ‘Tu ci piaci, hai delle idee molto particolari’, mi dissero. Da qui il mio trasferimento a Faenza, per lavorare con Ecoresina, un azienda che si occupa di produzione a assemblaggi in molti settori.”

– Come ti presenteresti?
“Penso di essere una persona con un’inclinazione naturale verso non dico l’arte, ma sicuramente la creatività. Se non mi esprimo, non mi sento me stesso. In ogni momento sento il bisogno di inventare, modificare, creare, cercando di stimolare la gente ad uscire da logiche comode, scontate. Questo è ciò che mi riesce meglio. Non basta mettersi d’impegno, fare un bel disegno e realizzarlo. Lo devi sentire dentro. È la stessa differenza che c’è tra il creare qualcosa di carino e qualcosa che si distingue.”

– Byork è la tua linea di design. Come nasce?
“Il nome viene dalla cantante, trovo sia una persona molto particolare, interessante. Inizialmente Byork era il nome dello sgabello, il mio primo lavoro. Desideravo una cosa essenziale, pulita, costruita solo con i pezzi indispensabili a che reggesse e senza punti di saldatura. Hanno provato a chiedermi qualche aggiunta, tipo un poggiapiedi, ma proprio non riesco a vederlo. Ci ho provato, ma proprio non ci riesco. Poi sono arrivati altri pezzi, come la consolle, minimale e trasparente, portariviste, specchi, letto, orologio. Anche un tavolo da bar. Lo avevo pensato fatto di lucchetti, ma mi hanno detto che doveva essere comodo. Così aggiunsi tante sfasature, per appoggiarci i piatti e i bicchieri, ma lo preferivano più semplice. A volte è importante rispettare le esigenze di chi poi lo dovrà comprare.”

– Altre esperienze?
“Sì, vero. Io amo molto la moda, ma sai, a Modena non ci sono scuole di moda. Ho scoperto col tempo che comunque una scuola che ha come base il design ti permette di affrontare anche sfide legate ad essa. Il design è essenzialmente il saper progettare, senza confini definiti. Puoi costruire qualunque cosa, anche una scarpa, con il vantaggio di essere in grado di aggiungere molta precisione e definizione nel progetto. Partecipai così al concorso internazionale  “Un talento per la scarpa”, bandito da Cercal, il centro di ricerca calzaturiero che vanta tra i suoi soci aziende leader come Sergio Rossi, Pollini, Baldinini e Casadei. Essermi classificato primo è stata un’enorme soddisfazione e mi ha permesso di vincere una borsa di studio per un corso di alta specializzazione in questo settore, nel quale vorrei costruire il mio futuro.”

– Qual era il tema del concorso?
“Materiali biodegradabili. La mia idea prevedeva lacci in polpa di cellulosa, colori ad acqua, tacchi in bioplastica, legno e altri materiali.”

– Il tuo futuro è restare in questo settore?
“Assolutamente sì. La vittoria del corso mi ha dato grandi stimoli. Desideravo toccare con mano, così sono stato a visitare la scuola. L’ho adorata subito. Non posso iniziare immediatamente, però. Ho bisogno di tempo per organizzarmi. In primo luogo dovrò trovare casa a San Mauro Pascoli, poi organizzare il lavoro che attualmente sto facendo. Abbiamo concordato che inizierò nel 2009. Mi dispiace lasciare Ecoresina, mi trovavo bene, è un bell’ambiente; solo che tra moda e design devo fare una scelta, e io sono innamorato della moda. Sarà un anno duro, la scuola ha dei ritmi molto serrati, ma credo che una possibilità come questa sia unica, senza contare che alla fine del corso farò uno stage di 3 mesi in azienda, magari una delle più importanti.”

– Prima di lasciarci, qual è il tuo peccato di moda?
“Modificare i miei abiti. Molti scelgono o giudicano un capo così come viene presentato. Se la vestibilità o alcuni dettagli non vengono graditi, diventano subito abiti non interessanti. L’osservazione che compio io è diversa. Ho già in mente di come un capo possa mutare, trasformarsi, diventare un pezzo unico. Non mi limito e non mi accontento mai delle idee degli altri le modifico secondo il mio gusto.”

 

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